Lisetta Carmi. La bellezza della verità

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Lisetta Carmi, La Metropolitana,Parigi,1965 @Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti_600
Lisetta Carmi, La Metropolitana,Parigi,1965 @Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti_600

 

Al Manthia hotel nella ricerca continua di eventi che possano impreziosire il soggiorno dei propri ospiti suggerisce, nel cuore di Trastevere, una visita alla mostra

 

Lisetta Carmi. La bellezza della verità

 

Dal 20 Ottobre al 3 Marzo 2019 presso il Museo di Roma in Trastevere.

Curata da Giovanni Battista Martini, autore anche della video intervista realizzata con la fotografa, la mostra, prima esposizione pubblica nella capitale, presenta oltre 170 immagini tra le quali molte inedite. Una antologia straordinaria che testimonia la grande capacità espressiva del suo osservare mai banale.

 

La mostra

Le fotografie ripercorrono la sua vicenda artistica riguardante gli anni sessanta e settanta, i venti anni circa in cui Lisetta Carmi si dedica completamente alla fotografia. Tre progetti di pubblicazione rappresentano altrettanti nuclei esplicativi della varietà dei temi affrontati durante la carriera. Il primo è “Metropolitain” del 1965 , realizzato in un’unica copia propone immagini della metropolitana di Parigi arricchite dal testo Instantanés di Alain Robbe-Grillet. Il secondo è rappresentato da “I Travestiti” del 1972, uno dei lavori più importanti sicuramente. Nella notte di san Silvestro del 1965 Lisetta accetta un invito a una festa e entra nel mondo “ghetto” dei travestiti genovesi regalando immagini intense e affettuose. “Grazie a loro ho imparato ad accettarmi…sapevo che non mi sarei sposata e rifiutavo il ruolo che la società assegnava alle donne. La mia esperienza con i travestiti mi ha fatto riflettere sul diritto che tutti abbiamo di determinare la nostra identità.”  Così racconterà in una intervista anni dopo. Il terzo volume pubblicato nel 1977 ha per titolo “Acque di Sicilia” con i testi di Leonardo Sciascia, un percorso attraverso il paesaggio e l’umanità siciliana.

Le varie sezioni si snodano in un itinerario affascinante e tragico per certi versi che ha sempre alimentato la sua ricerca. C’è Genova: la città, il porto con i reportage L’Italsider del 1962, Genova Porto del 1964 e le condizioni disumane del lavoro dei portuali, Erotismo e autoritarismo a Staglieno del 1966. La sezione I reportage, i viaggi con Piadena del 1965, un vero e proprio quadro della città considerata all’epoca esperimento culturale inedito, e le testimonianze dei numerosissimi viaggi nelle varie parti del mondo da Israele all’ India, dall’ America Latina all’ Afghanistan. I volti della Carmi, dove nella sezione Le persone, i ritratti si può ammirare il lavoro del 1966 su Ezra Pound col quale le fu assegnato il prestigioso premio Niépce per l’Italia. Per chiudere la sequenza de Il Parto del 1968 all’Ospedale Galliera di Genova.

 

Lisetta Carmi

L’intensa vita di Lisetta Carmi è ampiamente esemplificata dalla sua opera fotografica. Nata a Genova nel 1924 da una famiglia borghese di origini ebraiche, sviluppa fin da subito una sua dote per la musica. Il suo talento per il pianoforte le consente fin da giovanissima di iniziare un’attività concertistica che le permette di viaggiare per il mondo, proteggendola dall’orrore delle persecuzioni razziali. Una necessità vitale spinge dal profondo però, come lei racconta “Ero a Genova e volevo partecipare ad una marcia in supporto dei diritti del lavoro dei portuali, ma il mio insegnante di musica me lo proibì. Mi disse che era troppo pericoloso, che avrei potuto rompermi le mani. Gli risposi ‘se le mie mani sono più importanti del resto dell’umanità io da domani non suono più.’” Smette di suonare e imbraccia la macchina fotografica. La fotografia diventa così lo strumento della sua ricerca esistenziale. I suoi lavori scuotono le coscienze, provoca i benpensanti, rompe i tabù. Il suo lavoro sui travestiti è osteggiato da molti, gli scatti clandestini riescono ad essere pubblicati solo sette anni dopo la loro realizzazione. Ed è proprio la ribellione verso le ipocrisie che la spinge a frugare nell’intimo, a scandagliare nel profondo dei luoghi e delle persone con grande rispetto dei contrasti dell’animo.

In un suo viaggio in oriente è colpita dall’incontro con Babaji, ultima incarnazione di uno Yogi dell’Himalya, abbandona la fotografia per fondare nel 1979 un luogo di meditazione tra i trulli della Puglia, l’Ashram di Cisternino dove si ritira a vita privata.

La mostra rappresenta un’occasione per ammirare immagini dense di vita e per entrare in contatto con la figura di grande sensibilità che ha saputo crearle. Niente, forse, è più significativo del coraggio e della libertà di Lisetta Carmi di una sua energica affermazione:

“Non ho mai lavorato per il successo, ma per capire l’umanità”

 

 

Lisetta Carmi. La bellezza della verità
Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1/b
20 ottobre 2018 – 3 marzo 2019
Orari e Costi
Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00.
La biglietteria chiude alle ore 19.00;
24 e 31 dicembre ore 10.00 – 14.00.
Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Tariffe non residenti:
Intero: € 8,50 Ridotto: € 7,50
Tariffe residenti:
Intero: € 7,50 Ridotto: € 6,50
Biglietto unico comprensivo di ingresso al Museo e alla Mostra
Acquistando la MIC Card, al costo di € 5,00 ingresso illimitato per 12 mesi
Info Mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9:00 – 19:00)
www.museodiromaintrastevere.it