Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci

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il classico si fa pop

Da Venerdì 14 Dicembre 2018 a Domenica 7 Aprile 2019 presso le due sedi del Museo Nazionale Romano, Crypta Balbi e Palazzo Massimo.

La mostra promossa dal Museo Nazionale Romano con l’organizzazione di Electa è stata ideata da Mirella Serlorenzi che l’ha curata insieme a Marcello Barbanera e Antonio Pinelli.

Più di una esposizione temporanea, rappresenta un vero e proprio progetto scientifico che nasce dalla scoperta, avvenuta nel 2010 nel rione Monti, dell’atelier di

Giovanni Trevisan detto il Volpato.

Nato a Bassano del Grappa nel 1735 si forma come incisore a Venezia. Nel 1771 si trasferisce a Roma dove oltre all’attività di incisore svolge quella dello scavo per il recupero delle opere d’arte da poter vendere. Amico di Canova e di Angelica Kaufmann vive l’esplosione del fenomeno del Grand Tour.

Roma, allora, era la tappa fondamentale per quell’élite europea alla ricerca di opere d’arte antica o repliche della stessa per impreziosire la loro collezione. Volpato capisce che si potevano realizzare oggetti di qualità ispirati all’antico che potessero interessare questo vasto pubblico. Sulla scia delle fabbriche di ceramica già presenti nel Granducato di Toscana e a Capodimonte, nel 1785 crea una sua fabbrica nel rione Monti, allora cuore delle attività della città.

La sua grande novità sta nella realizzazione degli oggetti utilizzando il biscuit, un materiale che appariva simile al marmo da rendere le produzioni molto vicine agli originali. La sua fortuna fu legata alla ricostituzione del gruppo delle Muse, il cui originale era stato rinvenuto nella Villa detta di Cassio, che riuscì a vendere a Gustavo III di Svezia. La notizia gli diede grande notorietà. Poiché non tutti potevano avere la capacità economica di un sovrano iniziò a riprodurre le Muse e altre statue note in buiscuit di piccole dimensioni e facilmente trasportabili. Inventò praticamente quello che noi oggi chiamiamo Souvenir.

Il Classico si fa pop

La mostra sapientemente ricercata ha il pregio di essere fruibile dal grande pubblico grazie all’allestimento pop curato da giovani architetti. L’utilizzo, infatti, di luci e videografica rende interessante e stimolante la trasposizione di un tema classico in un ambito moderno. Il collegamento tra archeologia e storia dell’arte è reso comprensibile dalla testimonianza dell’atelier del Volpato, come l’invito alla riflessione, sollecitato in modo leggero e sottile dal percorso espositivo, sul cosiddetto souvenir che da oggetto ricercato in passato può diventare un oggetto dozzinale venduto ai turisti dei nostri giorni. Si introduce l’argomento della serialità dell’opera d’arte affrontato nel XX secolo dalla pop art, e che cancella il pensiero convinto dell’unicità del capolavoro nell’arte classica.

A Palazzo Massimo, che contiene una delle più complete rassegne d’arte antica del mondo, la mostra svolge il tema delle grandi copie artistiche iniziata dal mondo antico. Scopriamo attraverso magiche apparizioni l’Ermafrodito dormiente, da un originale del II Secolo, e la Ninfa dormiente di Canova del 1820-1822. Intanto le pareti si animano di immagini di dipinti come la Venere di Canova per arrivare alla sala con le cinque statue di diverse epoche ispirate al Discobolo di Mirone andato perso, e lasciarsi poi trasportare nella grande scatola degli specchi con le statue dei due Tirannicidi immersi da immagini multicolori in videografica.

Nella Crypta Balbi, l’altra sede del Museo Nazionale Romano nata dal grande scavo di archeologia urbana che racconta le trasformazioni della città dall’età romana ai nostri giorni, la mostra si occupa della fabbrica di Giovanni Volpato proprio perché sorta da uno scavo urbano. Troviamo la documentazione completa dello scavo e dei dodicimila pezzi trovati, che vede nell’imponente Il Trionfo di Bacco e Arianna, un centrotavola formato in origine da novantotto pezzi, uno degli esempi più prestigioso della produzione di Volpato.

 

Info Orari e Costi

Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci

Dal 14 Dicenbre 2018 al 7 Aprile 2019

Palazzo Massimo Largo di Villa Peretti, 2

Crypta Balbi Via delle Botteghe Oscure, 31

Orario: dalle ore 9 alle ore 19.45 – chiuso il lunedì

La biglietteria chiude alle ore 18.45

Intero € 13 – Ridotto € 8

Intero € 15 – Ridotto € 9 (Valido 3 giorni, consente l’ingresso a tutte le sedi del Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano – e alla mostra in corso)

Riduzioni secondo la normativa vigente

Info:  www.museonazionaleromano.beniculturali.it