Curiosità e leggende a Roma

con Nessun commento

Curiosità e leggende a Roma

 

Spesso si definisce Roma come un museo a cielo aperto capace di offrire opere e testimonianze meravigliose dell’intera storia dell’uomo. Passeggiando fra i monumenti, le vie, attraversando le sue piazze, grandi e piccole, si rimane sedotti e affascinati e se dei suoi edifici o resti archeologici più famosi conosciamo già le notizie storiche, spesso si è poco consapevoli della quantità di curiosità e leggende che la città può sussurrare dai molteplici siti e angoli nascosti che la città sa proporre.

Per questo, seppure piccolo, vogliamo proporre un elenco tra curiosità e leggende che possa arricchire l’atmosfera unica che si respira quando ci si tuffa per le vie di Roma e poi, magari, tornare e proporre le numerose altre particolarità da scoprire in questa città così eccitante.

La Porta Magica di Piazza Vittorio

La Porta Magica, detta anche Porta Alchemica, si trova in mezzo a Piazza Vittorio, a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. La porta era una degli accessi di Villa Palombara, di cui è l’unica testimonianza rimasta. Protetta da due statue del dio egizio Bes, contiene delle incisioni che, pare, indichino la formula per trasformare qualsiasi metallo in oro puro. La leggenda ad essa legata racconta che una volta il marchese ospitò un pellegrino, il quale chiese il permesso di raccogliere delle erbe nel giardino, per fare degli esperimenti. Il marchese, studioso di storia, filosofia e magia incuriosito dalla richiesta acconsentì. Il mattino seguente il pellegrino era sparito, nessuno lo aveva visto uscire dal palazzo e nel luogo dell’esperito fu ritrovata della polvere d’oro e una pergamena che portava delle indecifrabili iscrizioni. Il marchese provò a interpretare l’enigma e, non riuscendoci, lo fece incidere sulla porta nella speranza che qualcuno, anche in futuro, potesse risolverlo.

Così racconta la leggenda, molti ci hanno provato, potrebbe essere interessante fare un tentativo, non si sa mai.

 

La Zuppiera

La Zuppiera è una fontana il cui nome esatto è Fontana della Terrina, progettata e realizzata da Giacomo della Porta nel 1590. Il perché del nomignolo affibbiatole è legato ad una storia che spiega bene da dove trae origine il carattere del popolo romano, quando si esprime in modo sagace e burlesco. Posta a Campo de’ Fiori veniva usata, nei giorni del mercato, dai commercianti per lavare i loro prodotti; verdure, pesce e quant’altro. All’epoca, parliamo del XVII secolo, era Papa Gregorio XV che considerò questo comportamento un oltraggio e decise di far realizzare un bizzarro coperchio, per evitare l’incivile utilizzo, per reazione i cittadini iniziarono a chiamare la fontana Zuppiera come presa in giro dell’atto compiuto dal Papa. La fontana rimase lì fino al 1899, al suo posto fu poi istallata la statua di Giordano Bruno. Ora la si può vedere in via della Chiesa Nuova, vicino a Santa Maria in Vallicella dove andremo a scoprire un’altra particolare curiosità.

 

Il Quadro “motorizzato” di Rubens

Nella Chiesa di Santa Maria in Vallicella si trova una particolarissima pala d’altare alla cui realizzazione è legata una storia miracolosa. Nella sagrestia della chiesa, oggi sede di una delle case dell’oratorio della congregazione di San Filippo, lo stesso Padre Filippo ritrovò un affresco del ‘400 che si trovava in un locale poco lontano dalla chiesa; il Locale della Stufa, una sorta di bagno pubblico. Un ragazzo blasfemo aveva lanciato un sasso contro l’immagine raffigurata della Madonna che poi lacrimò sangue. I padri decisero che il quadro doveva rimanere scoperto per essere venerato. Col tempo, però, il ritratto cominciò a deteriorarsi, così, fu deciso di commissionare a Rubens una pala d’altare che potesse custodire l’icona miracolosa. Rubens ideò, così, una macchina barocca che potesse nascondere o mostrare, secondo le intenzioni, l’immagine della Vergine. Ancora oggi è possibile assistere a questo vero e proprio rito, infatti durante la messa vespertina si può vedere scendere l’opera di Rubens facendo apparire l’affresco che nella messa serale della domenica risale nascondendolo di nuovo. E’ un piccolo prodigio che regala un’emozione inaspettata e vale la pena fare una sosta in questa piccola chiesa che può sorprendere anche con le opere contenute, come gli affreschi di Pietro da Cortona.